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«Il lavoro nero non è un reato di poco conto!» Con questo messaggio la consigliera federale Doris Leuthard ha lanciato nel novembre 2007 la campagna contro il lavoro nero. Come dimostra lo studio di valutazione dell'istituto di ricerca gfs.bern, il messaggio è stato compreso chiaramente. Ne sono prova tangibile anche le oltre 12 000 nuove notifiche avvenute mediante procedura semplificata negli uffici cantonali dell'AVS.
Chi lavora in nero è esposto senza alcuna protezione all'arbitrio dei datori di lavoro. Nella maggior parte dei casi il lavoratore accetta di lavorare in nero spinto da una situazione d'emergenza. Il datore di lavoro deve quindi essere richiamato con maggiore fermezza al suo dovere, spiega il co-presidente dell'Unia Renzo Ambrosetti.
A Willisau, la piccola fabbrica della famiglia Herzog produce cordami da quasi 90 anni. Nonostante la concorrenza della merce a basso costo proveniente dall'Estremo Oriente, la professione e il settore hanno un futuro, che tuttavia non può prescindere dal presupposto della produzione di cordami di qualità superiore e dall'uso di tecnologie di punta.
La legge contro il lavoro nero (LLN) è entrata in vigore all'inizio del 2008 e comincia a produrre i suoi effetti nella lotta contro questo fenomeno. Tutti i Cantoni hanno istituito autorità di controllo e i quasi 60 ispettori hanno controllato, dal momento dell'introduzione della legge, più di 35 000 tra datori di lavoro e dipendenti.
La campagna «No al lavoro nero. Nell'interesse di tutti» ha ricevuto l'Award Corporate Communication della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Nord Occidentale. La campagna è stata insignita di questo importante riconoscimento per l'eccezionale e innovativa portata comunicativa.